zeropuntotre-C.Re.S.Co- Fond.Fitzcarraldo  



25.11.11 Opificio Telecom Italia 

ore 17.00


presentazione dei risultati dell'inchiesta autofinanziata

sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori dello 

spettacolo in Italia: artisti, operatori, tecnici, 

compagnie. Uno strumento politico per leggere i dati 

reali e uscire dall'invisibilità. 




NON MANCATE

I PRIMI DATI DEL QUESTIONARIO "RISPONDI AL FUTURO"

Il 10 ottobre si è chiusa la compilazione del questionario
 
         RISPONDI AL FUTURO 

               ecco i primi dati che arrivano dalla  Fondazione Fitzcarraldo.

               La quota finale è di 1.122 questionari completi, di cui 947 operatori.


La distribuzione delle risposte operatori è la seguente: 
Lazio 31,5%, 
Lombardia 16,5%,
Emilia Romagna 9,7%, 
Toscana 9,1%, 
Piemonte 6,7%, 
Campania 4,7%, 
Puglia 4,5%, 
Veneto 4,1% e tutte le altre regioni a seguire.
La distribuzione delle risposte imprese è la seguente: 
Lombardia 17,2%, 
Lazio e Toscana 12,9%, 
Emilia Romagna 12,3%, 
Piemonte 8%, 
Veneto 6,1%, 
Campania 5,5%, 
Calabria, Marche e Sicilia 3,7%,  
Puglia 2,5% e tutte le altre regioni a seguire.

E' un dato straordinario, dicono da Fitzcarraldo, probabilmente il più alto mai registrato in Italia per una ricerca compilata su base volontaria come questa - oltretutto attraverso un sistema di rilevamento dati complesso (infatti sono circa 800 i questionari abbandonati...quindi significa che almeno 2.000 persone ci hanno provato)

GRAZIE A TUTTI, PER IL  CONTRIBUTO!
                            RISPONDI AL FUTURO!
La più grande indagine statistica sui professionisti dello spettacolo dal vivo mai realizzata in Italia
                                                      COMPILA IL QUESTIONARIO!

PROMOTORI  
C.RE.S.CO Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea    http://www.progettocresco.it/ in collaborazione con zeropuntotre lavorat* spettacolo dal vivo   http://it-it.facebook.com/zeropuntotre  

ENTE DI RICERCA    
Fondazione Fitzcarraldo  http://www.fitzcarraldo.it/

OBBIETTIVI                
Mappatura completa e attendibile delle caratteristiche dei singoli lavoratori e delle strutture che operano nell’ambito dello spettacolo dal vivo. 
Analisi e orientamento per costruire future azioni di lotta a tutela dei diritti dei lavorat* dello spettacolo, nuovi modelli di welfare e per individuare politiche a sostegno delle imprese di settore

!AVVERTENZA: LA RICERCA è INTERAMENTE AUTOFINANZIATA!


CONTRIBUISCI ALLA RICERCA - RISPONDI AL QUESTIONARIO
I dati che fornirai, in forma anonima, sono protetti dal segreto statistico, quindi ti preghiamo di rispondere in assoluta libertà.
Per la realizzazione della ricerca sono stati realizzati 2 differenti questionari:

1. QUESTIONARIO OPERATORI
riservato ai singoli artisti, amministrativi, free lance e quanto operano all'interno di strutture esistenti con qualsivoglia tipologia contrattuale


2. QUESTIONARIO IMPRESE TEATRALI
riservato a imprese, associazioni teatrali, organizzatori di festival, rassegne, eventi

Perché i risultati siano attendibili e abbiano un livello di confidenza di almeno il 95% e una percentuale di errore massimo di +/- 2%: cerchiamo 380 strutture e 800 operatori.


LA RICERCA
La ricerca è finalizzata alla ricostruzione il più possibile esaustiva di un settore occupazionale che è definito per antonomasia “atipico” e per il quale non esistono studi sistematici.
Nello specifico la ricerca si prefigge di:

1.    definire i profili di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, facendo emergere modalità, tempi e condizioni di lavoro;

2.    evidenziare le peculiarità lavorative, contributive, previdenziali e assicurative dei diversi addetti dello spettacolo, rimarcando le specificità dei diversi settori di impiego – cinema, musica, lirica, teatro, teatro di strada, danza, etc. -, ma anche della tipologia di mansioni – tecnici, artistici, amministrativi, organizzativi;

3.    evidenziare gli indotti occupazionali dell’intero comparto.

APPELLO AD ARTISTI E LAVORATOR* SPETTACOLO: PROTESTA DA TUTTI I PALCOSCENICI





Tagli a teatro, cinema, danza, lirica, ricerca, cultura – teatri a rischio, produzioni e festival che
saltano.
O si pensa che pochi spiccioli rientreranno sottobanco e tutto si sistemerà o si ha la percezione
chiara che SIAMO IN UNO STATO DI EMERGENZA.
Che non sia più possibile lavorare neanche in condizioni di semplice sopravvivenza, che le nostre
competenze e le nostre professionalità non abbiano più valore. Che tornare indietro sarà molto,
molto difficile. Che il tempo e le occasioni perdute non ci verranno restituiti.
Eppure le reazioni degli ultimi due anni sono state deboli: sindacati e associazioni di categoria hanno
insistito in una politica di attendismo e di compromessi.
Nessuno rappresenta i lavoratori precari e intermittenti, il teatro e il cinema indipendenti, i linguaggi
contemporanei e la ricerca, le giovani generazioni di artisti. Nessuno rappresenta il nostro disagio e
la nostra rabbia.
Nessuno se non noi stessi.
Il 27 marzo è la giornata mondiale del teatro – e in Italia non ci sarà niente da festeggiare.
Trasformiamo questo appuntamento in una protesta forte e condivisa: blocchiamo teatri e
produzioni, moltiplichiamo azioni in ogni città. Basta con i funerali e le iniziative deprimenti:
 i diritti non si chiedono, si conquistano.
Lanciamo un appello agli artisti e alle compagnie, ai registi, ai tecnici e alle maestranze, ai
direttori dei festival e dei teatri, agli operatori, agli autori, a tutti i creatori e gli artigiani della scena
per difendere i nostri diritti e la nostra autonomia professionale. Per una riforma radicale del sistema
di finanziamento e per il reddito continuativo nei tempi di non lavoro.
Invitiamo tutte le compagnie in scena a leggere ogni sera fino al 27 marzo un comunicato di
protesta.
Invitiamo chi occupa ruoli riconosciuti nel settore ad ESPORSI PUBBLICAMENTE in difesa del
teatro.
E chi, come noi, non ha privilegi da difendere, ad organizzare forme di resistenza attiva: mentre il
Titanic affonda tuffiamoci e impariamo a nuotare.


di seguito il link per il comunicato, scaricalo, leggilo in palcoscenico, filmalo e mettilo in rete!!!!


https://docs.google.com/document/d/1eeJrYKaj6AlRYrkVGF82ZeqZpF10WftXsqbevA20w7M/edit?hl=it&authkey=CNywmpkD

Tagli, sit-in precari a ministero
Cultura: «Bondi, dimettiti»

di Luca Del Fra| tutti gli articoli dell'autore
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I “precari dello spettacolo” tornano a far sentire la loro voce. Da stamattina alle 10.30 stanno manifestando davanti al Ministero della Cultura, bloccando l'entrata da via del Collegio.

La protesta nasce dai tagli apportati al mondo dello spettacolo e della cultura contenuti nella Finanziaria. Due delegazioni di “precari dello spettacolo” hanno consegnato una lettera al ministero chiedendo le dimissioni di Bondi. Insieme alla lettera consegnate anche una ventina di uova con le scritte di tutti i “danni” fatti dal ministro: Fus, Cinecittà, Pompei.....
Poche ore dopo, la polizia ha chiesto i documenti di coloro che avevano portato la missiva.

Alla manifestazione, che si è svolta in modo pacifico, hanno preso parte anche ricercatori e studenti. Alla fine del sit-in, una parte dei manifestanti ha raggiunto il corteo dei Cobas in piazza a Roma per protestare contro Marchionne. 
28 gennaio 2011

GIU' LE MANI DALLA CULTURA VENERDì 28 GENNAIO TUTT* CON LA FIOM!!

ROMA ore 9:30 CONCENTRAMENTO AL PANTHEON 
e poi: BLOCCHIAMO IL MINISTERO DELLA CULTURA Collegio Romano
(per chi va a CASSINO: ore 7:30 Binario 14 Stazione Termini)

Siamo artisti, attrici, attori, danzatori, tecnici del teatro e dell'audiovisivo, musicisti, coreografi, operatori, registi, autori, montatori, scenografi, costumisti, direttori della fotografia...
Nella giornata di mobilitazione nazionale che vede in piazza i lavoratori della FIOM, accanto a lavorat* di altri settori, studenti e ricercatori, siamo presenti a Cassino in corteo e a Roma sotto il Ministero della cultura a contestare le politiche governative che attaccano posti di lavoro e industria culturale, dopo l'occupazione del Metropolitan, i blitz nei teatri e i cortei di dicembre.
Per difendere i nostri diritti di lavoratrici e lavoratori stabili/precari/intermittenti.
Per un welfare che garantisca il reddito continuativo per i tempi di non lavoro.
Per la libera espressione del pensiero libero e indipendente.
Per esprimere la nostra indignazione all'indomani dell'ennesima farsa parlamentare del voto di fiducia al ministro Bondi.

La cultura è un bene primario collettivo, non un privilegio di pochi.

L'ECONOMIA E' FERMA
LA CULTURA E' IN MOVIMENTO

Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo

ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA DURANTE L'OCCUPAZIONE DEL METROPOLITAN

MERCOLEDì 26 GENNAIO H18
CASA DEL CINEMA Largo Mastroianni 1, Villa Borghese


Assemblea Autoconvocata durante l'occupazione del Metropolitan 
per continuare il coordinamento tra i lavoratori spettacolo-conoscenza-informazione 
e costruire insieme la giornata del 28 e azioni prossime.


Per permettere a tutt* di partecipare al presidio davanti Montecitorio alle 16:30
(16:30/17:00 Introduzione, dalle 17:00 Chiamata nominale) per la fiducia a Bondi 
- calendarizzata oggi per l'assenza prevista di deputati dell'opposizione - 
iniziamo l'assemblea ALLE 18.

PROSSIMI APPUNTAMENTI... IMPORTANTE

Lunedì 24 gennaio ore 19:30 Casa del Cinema - Assemblea indetta da Tutti a casa (audiovisivi) estesa agli altri settori dello spettacolo e della cultura per progettare azioni prossime. 
Cogliamo l'occasione per partecipare e lanciare una proposta che raccolga la partecipazione e la radicalità espressa da tutt* lavorat*/precari* che hanno condiviso l'occupazione del Metropolitan.

MERCOLEDì 26 gennaio
LUOGO DA DEFINIRE 
ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA DURANTE L'OCCUPAZIONE DEL METROPOLITAN
 
per costruire un'azione di forte visibilità con la prospettiva di estendere la protesta e la partecipazione diretta di lavorat*/precari* su contenuti e pratiche condivise.


diffondete diffondete diffondete diffondete diffondete!

OCCUPAZIONE DEL METROPOLITAN - COMUNICATO STAMPA


Come lavoratori e precari dello spettacolo, ricercatori e studenti martedi 18 Gennaio, dopo un'assemblea organizzativa al Teatro Eliseo, abbiamo occupato il Metropolitan, storico cinema nel cuore di Roma, al grido di “Giù le mani dalla cultura”.
Attori e autori dell'audiovisivo e del teatro, tecnici e maestranze, danzatori e musicisti, insieme a ricercatori e studenti ma anche ai rappresentanti della FIADDA (Onlus per i diritti dei non udenti e delle loro famiglie), tutti insieme abbiamo sfilato suonando per le strade della capitale fino a via del Corso, dove siamo entrati nel cinema per proiettare La grande guerra in omaggio a Mario Monicelli, invitando i passanti a entrare e restituendo così al pubblico, almeno per una notte, il  diritto a fruire liberamente dell'arte nel centro della città.
Il cinema Metropolitan, uno dei pochi a proiettare film in lingua originale sottotitolata e dunque a promuovere multiculturalità e a offrire un servizio essenziale ai cittadini non udenti, avrebbe dovuto chiudere i battenti entro metà Gennaio per passare dalla proprietà di Berlusconi a uno store di Benetton, ma la chiusura, rinunciando addirittura ai ricchi incassi natalizi, è stata anticipata al 29 Dicembre forse presagendo le proteste dei lavoratori e dei residenti.
Il gesto simbolico dell'occupazione, che ha visto la solidarietà attiva di alcuni parlamentari e consiglieri regionali, pur svolgendosi pacificamente ha subito la minaccia di immediato sgombero e di intervento da parte delle forze di polizia. Dopo una snervante trattativa, la scelta dell'assemblea è stata di rivendicare un'azione temporanea e di lasciare liberamente il cinema solo alla fine della proiezione, rilanciando con una serie di prossimi blitz una protesta che dura ormai da mesi.
Studenti, ricercatori, lavoratori dello spettacolo dal vivo e dell'audiovisivo, sono accomunati da un precariato sempre più diffuso e costituiscono ormai, insieme a molte altre categorie di lavoratori e cittadini, un vasto tessuto di dissenso sociale. Data la debolezza e il sostanziale fallimento delle rivendicazioni settoriali di questi ultimi tempi, si sta strutturando una rete autorganizzata di precari e intermittenti dello spettacolo e della conoscenza.
Ieri mattina, durante la conferenza stampa indetta dal Comitato per la libertà, il diritto all'informazione, alla cultura e allo spettacolo, il messaggio creativo di protesta inviato ieri col blitz al Metropolitan, è stato ribadito in modo ufficiale, rilanciando una serie di prossimi appuntamenti:  dalla sfiducia "dal basso" al Ministro della cultura Sandro Bondi il 25 gennaio da costruire in un'assemblea generale allo sciopero della FIOM e delle troupe cinematografiche il 28 Gennaio.
La protesta, dunque, non si ferma, ma anzi allarga la sua rete, invitando a tenere “giù le mani dalla cultura” coloro che stanno attuando questi tagli ciechi e indiscriminati, che mettono in ginocchio centinaia di migliaia di lavoratori e soffocano l'arte, la ricerca e la libertà d'informazione.
LAVORATRICI E LAVORATORI AUTORGANIZZATI DELLO SPETTACOLO, CONOSCENZA, INFORMAZIONE