Con un'occupazione rocambolesca nel pieno centro ormai militarizzato di Roma ci siamo ripresi temporaneamente un cinema storico, chiuso per farne un ennesimo megastore.
I luoghi appartengono a chi li vive e li attraversa, non solo a chi li possiede. Il cinema Metropolitan è patrimonio culturale storico della cittadinanza: che ne è stata partecipe, che ne ha portato il bilancio in attivo, che ha goduto della sua programmazione di qualità, che ne ha fatto un luogo di socialità interculturale.
Ma la nostra mappa ideale non è evidentemente quella di chi amministra questa città, che predilige la ghiotta speculazione alla valorizzazione delle buone pratiche culturali esistenti - delle quali sistematicamente si cerca di svuotare il centro - e che fa orecchie da mercante (sic!) di fronte alla volontà di 9000 cittadini di non chiudere questa sala.
E sicuramente non è la visione cieca delle politiche governative che gestiscono questa crisi. Politiche violente che ridisegnano un nuovo sistema di diritto, che limitano l’espressione del pensiero libero e indipendente. Che ignorano che cultura e ricerca sonoanche una risorsa economica e tagliare i fondi significa tagliare posti di lavoro e la possibilità di un futuro per tutte e tutti.
Nella nostra mappatura ideale alla Piazza Cultura si accede liberamente percorrendo la tutela dei diritti dei lavoratori e ilriconoscimento della natura atipica e intermittente dell'attività artistica/intellettuale; la circolazione di idee e individui è fluida, il pensiero critico, la ricerca, la formazione, la equa distribuzione delle risorse, la garanzia continuativa del reddito e la creazione in tutte le sue forme sono le fondamenta.
La nostra mappatura è sempre in movimento.
Mobile il pensiero, mobili le azioni: un'occupazione temporanea che - nonostante i nervosismi delle forze dell'ordine - ha deciso di prendersi il tempo e lo spazio di una proiezione. La grande guerra in omaggio a Mario Monicelli - in un cinema già sventrato dal cantiere in corso ma riempito di corpi, parole, desideri. Non fermiamoci.
Caminante, no hay camino, se hace camino al andar.
(Camminante,
non esiste un cammino,
il cammino lo si crea andando).
non esiste un cammino,
il cammino lo si crea andando).
Antonio Machado
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