Roma 21 Dicembre 2010 Teatro Valle - I precari della cultura - una specie in pericolo



«Donne! Sono arrivati i precari della cultura» - scandiscono sulla falsariga del grido dei moderni arrotini, mentre martedì sera irrompono a sorpresa nel Teatro Valle poco prima dell’inizio del debutto capitolino di Cenerentola di Emma Dante: sono festosi, caciaroni, colorati e anche piuttosto arrabbiati...

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23 Dicembre - CHE COSA STAVAMO ASPETTANDO?
A fronte della notizia di ieri 22 dicembre del mancato reintegro dei tagli al FUS, registriamo il clamoroso fallimento di una politica attendista fatta di ultimatum senza conseguenze, di scioperi deboli e poco sostenuti, di pressioni sotterranee - si sperava che i soldi usciti dalla porta rientrassero magicamente dalla finestra. Così non è stato.

I 7 punti non solo sono rimasti inascoltati, ma adesso, caduti nel vuoto, suonano come una beffa. Solo due settimane fa la proposta di una serrata di cinema e teatri era apparsa "troppo forte".

Da più di un anno e mezzo denunciamo fortissima preoccupazione per la situazione del settore, in cui sono messi a rischio produzioni e occupazione, e si precarizza sempre più una categoria di lavoratori e lavoratrici già pesantemente precarizzata, priva di garanzie sociali solide e di strumenti efficaci per supportare l'intermittenza.
"Quanto è triste la prudenza" recita Spregelburd. Come le pantofole. Ma talvolta diventa anche colpevole. 
Ora, alla vigilia delle vacanze di Natale, ci troviamo messi all'angolo - costretti a reagire invece che ad agire e senza aver progettato e organizzato alcuna forma di risposta.
Che serva di lezione: indebolire le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici indebolisce l'intero settore, che ora si trova nella condizione di chiedere l'elemosina ad un governo che sulla dissoluzione del diritto di libera e indipendente produzione e di libero accesso ai saperi, alle conoscenze, alla formazione ha costruito la propria identità.
Per questo prendiamo ispirazione dalla radicalità che il movimento nelle università sta esprimendo e dalla sua capacità di individuare questioni sociali che riguardano tutti e non solo un settore - siamo scesi in piazza il 14 e il 22 dicembre con gli studenti al fianco dei lavoratori precari dell'audiovisivo e dei ricercatori delle università e insieme abbiamo riconosciuto il Teatro Valle come obbiettivo di un "assalto creativo" durante la prima in corso il 21 dicembre.

Invitiamo pertanto AGIS-ANICA-100 Autori-Federculture-Sic CGIL-Fistel CISL-Uilcom UIL ad assumersi la responsabilità di una posizione forte a difesa del settore, elaborando una proposta di mobilitazione proporzionata alla gravità della situazione.
Siamo un'industria che produce ricchezza e dà occupazione a centinaia di migliaia di lavoratori? Dimostriamolo.

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